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Italiano-fazzoletto. Fazzoletto-italiano

Nel corso dei secoli il fazzoletto ha rivestito ruoli molto diversi e di grande pregio. Del resto di tempo per affinare il suo fascino ne ha avuto parecchio, se si pensa che le prime tracce risalgono a un editto di Ciro il Persiano. Passando per le civiltà greche e romane, il fazzoletto è giunto a noi, imponendosi come oggetto ornamentale per uomini e donne, profumato e ornato di pizzi. Nelle Corti rinascimentali era un autentico accessorio di lusso. Si narra che fossero ben sessantadue i fazzoletti che componevano la dote di Lucrezia de’ Medici.

 

Verso la fine del XIX secolo, i fazzoletti venivano usati per comunicazioni non verbali. La pratica era talmente diffusa che, nel 1905, fu stilato un piccolo elenco su come interpretare tali messaggi.

Eccone un curioso riassunto:
Passarlo sulle labbra: vorrei fare la tua conoscenza
Passarlo sugli occhi: mi dispiace
Farlo cadere: diventeremo amici
Arrotolarlo con le mani: indifferenza
Passarlo sulla guancia: ti amo
Passarlo tra le mani: ti odio
Appoggiarlo sulla guancia destra: sì
Appoggiarlo sulla guancia sinistra: no
Torcerlo nella mano sinistra: vorrei liberarmi di te
Torcerlo nella mano destra: io amo un altro
Ripiegarlo: spero di parlarti
Sopra la spalla: seguimi
Gli angoli opposti in entrambe le mani: aspettami
Passarlo sulla fronte: ci stanno guardando
Appoggiarlo sull’orecchio destro: tu sei cambiato
Lasciarlo appoggiato sugli occhi: tu sei crudele

Facile immaginare quanti errori, fraintendimenti o malinterpretazioni potessero scaturire dall'appoggiare il fazzoletto sulla guancia sbagliata, ad esempio! Un attimo di distrazione...e il danno è fatto...l'amata è persa per sempre!
Ai nostri occhi questo silenzioso vocabolario appare maldestro e inverosimile ma un centinaio di anni fa, doveva essere davvero qualcosa di rivoluzionario, considerato quanto poco esplicita fosse la comunicazione fra uomo e donna.

 

Fonte immagini: web e “Il fazzoletto”, Paolo Peri, Zanfi Editori.