Fazzoletto ricamo Carrie Bradshaw Chuck Bass

Il Fazzoletto nella storia

Oggi la sua antica funzione è passata in eredità ad altri gadget, ma un tempo il segno del prestigio era rappresentato da un fazzoletto di stoffa.

Fa la sua prima comparsa storica in un editto di Ciro il Persiano, tra i Greci è chiamato faxiolion mentre i romani distinguevano tra l’ orarium, antenato dell’ attuale fazzoletto, ed il sudarium per asciugare la pelle o per pulire la bocca dopo un pranzo. Con l’ avvento del Cristianesimo, la chiesa si appropria del fazzoletto per farne uno strumento liturgico, mentre nelle corti bizantine le donne lo portano drappeggiato al braccio o tra le dita della mano sinistra, in modo che tutti possano notare i raffinati ricami in oro e le preziose frange di cui è decorato.

In epoca medievale e, ancor più, rinascimentale, la fortuna del quadrato di stoffa non accenna a sbiadire, confermandosi accessorio di rango. Lo dimostrano i proverbi sedimentati nelle memorie comuni dalla saggezza popolare: in Francia, per esempio, si motteggiava che “un uomo, fatta fortuna, non si soffia più il naso con la camicia”. Tant’è che il fazzoletto è voce costante negli elenchi dei beni che una futura moglie portava in dote: erano sessantadue, per esempio, quelli offerti da Lucrezia de’ Medici al novello sposo Bernardo Rucellai.

Pensate che ancora nel ‘600 gli scampoli di lino o di seta sono così preziosi che compaiono nei Testamenti.

E’ nel ‘700 che, per la prima volta, il fazzoletto di stoffa viene messo in ombra dall’avvento di Nuovi accessori, come il bastone e l’ombrello per l’uomo o il ventaglio per la donna. Il nostro protagonista finisce nascosto nei panciotti, nelle tasche, nelle scollature, ma acquista un potere di seduzione inedito.

Con la rivoluzione industriale, anche il nostro protagonista si rinnova: archiviati i ricami a mano e le stoffe di prestigio, si veste di cotone e si presta ad essere stampato con riproduzioni colorate di eventi liturgici e politici, in particolare, in Italia, legati al Risorgimento.

Le trasformazioni sociali e l’avvento della prima guerra mondiale lo condannano a misure sempre più ridotte, fino a raggiungere i 15 centimetri di lato e ad abdicare dal suo ruolo di simbolo di lusso e di vanità.

Certo, forse non sarà pratico né possibile andarsene a spasso con fazzoletti intarsiati d’oro infilati nella tasca. Ma l’eleganza, oggi, conosce nuove forme e il nostro indispensabile quadrato orlato può ancora rappresentarle al meglio.