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Fazzoletti contesi

Il fazzoletto sardo in difesa del diritto di indossare il burkini.

 

Questa estate se ne è parlato molto. Il burkini, ovvero il vestito integrale indossato dalle donne musulmane osservanti, è stato il protagonista delle copertine di molti giornali. La specifica questione riguardava la possibilità piuttosto che il divieto di indossare il burkini in spiaggia.

 

Al di là di tutte le posizioni politiche, una voce curiosa si è levata fuori dal coro. È quella delle donne sarde che hanno dichiarato: “Vietare il burkini sarebbe come impedire alle donne sarde di indossare fardetta e mucadore.”

 

Tradotto dal sardo all'italiano, “sa fardetta” è una sorta di gonna realizzata in tela indiana indossata quotidianamente dalle signorine non ancora maritate, mentre “su mucadore” è un grande fazzoletto che viene indossato sul capo. In parole semplici, sono due pezzi fondamentali dei costumi tipici della Sardegna.

 

Il fazzoletto è senz'altro il copricapo più diffuso e rappresentativo del costume sardo. Spesso sostitutivo della cuffia, è realizzato in crespo di lana e di seta, damasco di cotone, taffettà cangianti o a motivi floreali o geometrici, sia monocromi che variopinti. Triangolari o quadrati da ripiegare, si possono legare dietro la nuca o sotto il mento, in rari casi si lasciano semplicemente ricadere ai lati della testa.

 

“Noi li chiamiamo mucadore, fardetta, ma non c’è nessuna differenza con il burqa indossato dalle donne musulmane. Le donne sarde vestono in quel modo perché vogliono rimarcare la nostra specificità. Loro con la fardetta si sentono libere eccome. Sono donne libere e anche belle”.

E ancora un'altra donna sarda ha ricordato: “Io ho il ricordo di mia nonna, sempre con il fazzoletto in testa, anche quando andava a letto. Se le avessi detto di toglierselo sarebbe stata una violenza inaudita.”

 

Il fazzoletto insegna che la libertà viene prima di tutto e che la bellezza è sempre una questione di scelta.

 

Fonte immagini: web