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L'albero dei fazzoletti

Ci siamo! È passata la primavera, è tempo di fioritura dell’albero dei fazzoletti.
Sì, avete letto bene: esiste persino una pianta dedicata ai quadrati di stoffa. Certo, il nome è opera della fantasia umana, ma come altrimenti chiamare quella che, scientificamente, è la Davidia involucrata? Nel mese di maggio, questa pianta originaria della Cina occidentale e scoperta nell’Ottocento dal missionario e naturalista francese Armand David mette i fiori. Abitudine stagionale che, in una specie vegetale, non dovrebbe stupire. Ciò che, invece, sorprende sono le foglie: bianche e pendule, fanno corona a dei piccoli fiori bianco-verdastri, poco appariscenti. È la curiosa forma di queste foglie, in effetti, a lasciare incantati, quasi fossero dei fazzoletti bianchi appesi ai rami. Da qui il nome volgare della pianta.
Curioso dev’essere anche lo spettacolo autunnale della Davidia, che lascia cadere i “fazzolettti” ingialliti per preparsi all’inverno.
La Davidia involucrata si fa notare anche per la sua possenza: può raggiungere i 15 metri di altezza, ha un fusto eretto ricoperto da una corteccia marrone – arancio, è molto ramificata e presenta un fogliame molto denso. In Italia non è molto diffusa, ma si può ammirare nei giardini botanici.
Noi abbaimo fatto la sua conoscenza nel parco di Villa Taranto a Verbania Pallanza, ma i pollici verdi che ne hanno l’opportunità possono decidere di piantarla nel proprio giardino. Non è una specie che richiede particolari attenzioni: basta tenerla al riparo dal gelo eccessivo e dal caldo torrido, inaffiandola ogni due o tre settimane d’estate, per veder spuntare, dai rami, tanti curiosi fazzoletti bianchi.