Donna islamica Bloggando Jazz

Il fazzoletto del Jazzista e quello delle donne afghane

Sicuramente gli appassionati di jazz conosceranno Freddie Keppard, geniale cornettista vissuto a New Orleans a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento. La sua storia è inevitabilmente legata a quella di un fazzoletto; anzi, possiamo dire che, addirittura, un semplice quadrato di stoffa partecipò alla scala del successo di uno dei protagonisti dell’epoca d’oro del jazz, nella città d’oro del jazz. L'artista era solito esibirsi tra le strade di New Orleans nei primi anni del secolo scorso, ma aveva un cruccio: temeva che qualcuno potesse appropriarsi della sua arte. Fu così che decise di suonare coprendosi la mano con un fazzoletto, perchè non gli “rubassero le idee”. Singolare davvero doveva essere questo musicista di talento che si esibiva con la mano coperta.
A conferma di questo singolare aneddoto si affianca un significativo episodio: quando la Victor, nota casa discografica, propose a Keppard di incidere la sua musica, egli rifiutò. Avrebbe firmato il primo disco jazz della storia ma preferì lasciare ad altri questo onore, piuttosto di sentir vibrare le sue note per mano altrui. Un dato che non fa che rafforzare l’immagine del cornettista geloso della sua arte.
Questa singolare storia, tratta da “Bloggando jazz”, insegna che, talvolta, il fazzoletto può prestarsi come arma di difesa. Uno schermo contro sguardi indiscreti, un po’ come ancora oggi avviene per le donne mediorientali che, per pudore, vietano agli occhi maschili la vista delle loro labbra e dei loro capelli. La salvaguardia di valori come la fedeltà e la purezza degenera, tuttavia, in pretesto di spregevole dominio maschile. E’ recente, infatti, la notizia dell’approvazione di legge Afghano - Sciita secondo la quale le mogli non possono rifiutarsi di avere rapporti sessuali con i mariti, autorizzando, di fatto, gli stupri domestici.
Speriamo che sopra questo evento non venga calato il fazzoletto del disinteresse e del silenzio internazionale.